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Identità
Pakistano in Inghilterra
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POLITICA INTERNAZIONALE E DELLE MIGRAZIONI Corso di Laurea magistrale in Storia e società 2019/2020
Gruppo 2: Analisi dell'identità migrante
Irene Leonardi ire.leonardi@stud.uniroma3.it Alessia Carrella ale.carrella@stud.uniroma3.it Chiara Tiralongo chi.tiralongo@stud.uniroma3.it Fabrizio Aramini animerun@gmail.com Martina Gargiulo martinagargiulo96@outlook.it Talia Hausman taliahausman@hotmail.fr Léa Guernigou lea.guernigou@orange.fr Anna Finot finotanna@yahoo.fr
Il Gruppo ha coordinato al suo interno il lavoro di ciascuno, cercando di indirizzarlo in modo da approfondire l'identità migrante sotto due punti di vista: come essa viene percepita al di fuori (in particolare dai cittadini italiani), e come viene percepita dal migrante stesso.
L'identità migrante (Alessia Carrella) Le fasi del processo di costruzione identitaria del migrante: Il migrante sperimenta un graduale “assestamento interiore” attraversando stati d’animo differenti. Nel dettaglio, si parla generalmente di quattro fasi:
Esisterebbe un’ulteriore quinta fase: il rientro nel paese natio; il migrante trova un ambiente mutato e sperimenta un nuovo disagio. (..................) Nella cultura multietnica di oggi vi è la coesistenza tra l’identità personale e l’identità di gruppo che si tramuta in difficoltà relazionale. A tal proposito Levi Strauss parla di “crisi di identità”. L'identità è alimentata dall'intreccio di relazioni con il prossimo. Vi sono diversi tipi di identità che il migrante può assumere:
(vedi il documento completo)
Donne migranti e integrazione (Alessia Carrella)
Prendendo in esame alcuni capitoli da Ricerca migrante. Racconti di Donne dal Mediterraneo, si è cercato di individuare alcune differenze circa la costruzione identitaria della donna rispetto a quella di uomini o di bambini e adolescenti (v. Bambini e adolescenti). É stato interessante vedere come anche il sesso o il ruolo svolto all’interno del nucleo familiare abbiano la loro influenza sulla percezione della propria identità. In primo luogo, si è visto come la presenza delle donne possa fare la differenza nell’integrazione. L’elemento femminile rappresenta la vera novità della recente immigrazione: ormai il fenomeno è numericamente equilibrato tra i sessi. Essa ha anche un ruolo fondamentale nel processo di integrazione in relazione al proprio nucleo familiare e alla comunità di appartenenza e svolge inoltre un ruolo chiave di trasmissione di identità in fase educativa. La donna rappresenta quindi l’elemento di contatto tra identità e integrazione, svelando potenzialità e difetti nello sviluppo di un dialogo interculturale costruttivo. Inoltre, la donna migrante è l’elemento centrale di questa analisi, poiché la dimensione familiare è sempre più marcata nell’odierno fenomeno migratorio. (Vedi il documento completo) Chi è il migrante? (Chiara Tiralongo) Il sociologo algerino Abdelmalek Sayad, appassionato studioso delle migrazioni dei suoi connazionali in Francia, affermava che la migrazione e` sempre considerata, in qualche misura, una colpa, un tradimento. Il migrante, in quanto emigrato, tradisce il suo gruppo di provenienza, perché abbandona la sua casa e, cosi` facendo, mette in pericolo l’integrità e l’identità del suo gruppo. Ma e` colpevole anche per il paese nel quale e` immigrato, perché e` visto come un estraneo, un diverso, uno che non dovrebbe essere li` ma, essendoci, minaccia anche l’integrità e l’identità del gruppo con cui entra in contatto. Doppiamente presente e doppiamente assente, dunque. E` per questo, insiste Sayad, che la mobilita` e` un fenomeno che, pur assolutamente “normale” (la storia dell’uomo e` sin dall’inizio storia di spostamenti e migrazioni), e` vissuto in maniera cosi` problematica. Ed e` per questo che i migranti sentono continuamente di dover legittimare e giustificare la propria migrazione: essi devono dimostrare al proprio gruppo d’origine che non hanno tradito, ma al contrario stanno facendo un sacrificio (lavorare lontano da casa) per il bene del gruppo; e cercano di convincere il paese di arrivo che sono intenzionati a restare solo fincheŽ c’e` possibilità di lavorare, oppure che vogliono integrarsi. La migrazione, dunque, deve essere solo un sacrificio. Solo lavoro. Un’integrazione paradossale, quella di colui al quale e` concesso di restare solo se vive la propria presenza come un sacrificio, come qualcosa di provvisorio. Il migrante, pero`, non e` soltanto un estraneo: egli e` interno al gruppo che lo ha, almeno in parte, accolto, sebbene in una posizione marginale. Un migrante, infatti, e` chi viene per restare. Non e` un turista, non e` un ospite di passaggio, non e` un imprenditore che investe e riparte. E` proprio perché viene qui per restare, che il migrante pone un problema.
Disagio psichico e immigrazione (Irene Leonardi)
Occorre soffermarsi sui rischi che corre il migrante dal punto di vista della sua salute psichica nella misura in cui la separazione, la partenza, il viaggio, l’arrivo e l’incognito creano situazioni di ansia e producono la rottura di equilibri prestabiliti. Si può affermare contemporaneamente che non esiste una storia di migrazione eguale all’altra; ogni storia di migrazione è una storia a sé, e che esistono aspetti comuni a tutte le storie di migrazione. In effetti in tutte le storie di migrazione abbiamo a che fare con la scelta della separazione rispetto al contesto familiare, affettivo, sociale e culturale originario; questa scelta provoca una rottura dell’equilibrio presente nella vita della persona che decide di emigrare. Costituisce un momento contraddittorio di sofferenza e di aspettative. L’emigrante è di fronte alla sfida di dover ridefinire il proprio progetto di vita, di delinearne le coordinate nello spazio e il tempo. Deve elaborare il lutto della separazione dal gruppo originario, dai legami costruiti durante l’infanzia e interiorizzati nella sua costruzione psico-affettiva. La partenza, le condizioni nelle quali avviene la partenza, i motivi stessi della scelta dell’emigrare sono importanti perché condizionano tutta la traiettoria del migrante. Traiettoria che non è solo spaziale e geografica ma anche mentale e emotiva. Le aspettative e le condizioni dell’arrivo sono altrettanto importanti; il primo impatto può condizionare tutto il percorso futuro dell’emigrato diventato immigrato nel momento in cui si trova in Italia. Come dice Sayad il passaggio dell’”illusione dell’emigrazione” alla “sofferenza dell’immigrazione” costituisce il passaggio dove si gioca la possibilità del migrante di ridefinirsi come progetto di vita nuova in Italia. Ma cosa succede nel momento del suo arrivo, chi incontra, in quali condizioni sociali si trova? L’immigrato elabora il lutto della separazione e si trova nello stesso tempo a dovere rinegoziare il senso della sua esistenza. Si trova anche in un sistema di relazioni che non riesce ad interpretare e che lo vive come corpo estraneo. L’immigrato vive la solitudine, l’indifferenza, il sospetto o peggio il disprezzo e l’odio. La sua condizione d’inferiorità sociale e di minoranza culturale lo mette all’angolo; si sente osservato, giudicato, si sente spesso di troppo. La famiglia, se è con lui, può aiutarlo ma non sempre; la famiglia può finire per funzionare come un circuito chiuso che sviluppa, al suo interno, tutte le patologie comunicative dell’isolamento sociale. In breve gli immigrati si ritrovano spesso a vivere un enorme disagio che può manifestarsi attraverso varie forme di somatizzazione; la sofferenza dell’essere escluso, del sentirsi di troppo e interiorizzato diventa talvolta insopportabile. Solitudine, esclusione sociale, condizioni di lavoro pesanti, assenza di una rete familiare di supporto possono creare un “vuoto affettivo” nell’immigrato che finisce per diventare straniero a sé stesso. (Vedi anche Venditori di fiori a Torino)
Bibliografia (Alessia Carrella) Amar, Mor, Amodio, Caterina, Stronzo Nero, Se.F.a.P. Libri, 2014. Canta, Carmelina Chiara, Ricerca Migrante. Racconti Di Donne Dal Mediterraneo. Università Degli Studi RomaTre, 2017. Casalbore, Alessandra, and Fiorucci, Massimiliano, Identità, Appartenenze, Contraddizioni : una ricerca tra gli adolescenti di origine straniera nelle Scuole secondarie superiori di Roma (2010) Calabrò, Anna Rita, Di che parliamo quando parliamo d’identità? , Quaderni di Sociologia, 63 | 2013, 85-104.
Migrazione (Irene Leonardi) Migrare significa attraversare un confine. L’attraversamento di un confine può essere volontario, nel caso in cui chi emigra decide autonomamente di farlo (per motivi economici, familiari, di studio, ecc.). Oppure si è costretti ad emigrare, nel caso in cui si scappa da guerre o persecuzioni. Chi emigra: Molto spesso chi emigra possiede titoli di studio e competenze, che sono difficilmente riconosciute nel Paese d’arrivo. Non emigra, dunque, la fascia più povera del Paese d’origine. La doppia alterità dell’immigrato: Una volta giunto nel Paese d’arrivo, l’immigrato viene percepito in base a una doppia alterità: straniero da un lato, povero dall’altro. In questo senso, il termine immigrato è spesso connotato da due significati impliciti: minaccioso e svalutativo. Integrazione? Gli immigrati sono accettati (relativamente) come lavoratori disposti ad assumersi i lavori più gravosi e sgraditi, purché non avanzino pretese. Di conseguenza, le stesse motivazioni che supportano l’accettazione e l’integrazione degli immigrati ne frenano la promozione.
I migranti visti dai cittadini italiani (Martina Gargiulo) Due storie di identità Il documento tratta la storia di due migranti, una ragazza e un ragazzo che arrivano in Italia per condividere la propria identità, più fragile, e integrarla con quella dell'italiano, ma si trovano davanti a un terrore diverso da quello da cui scappano: il terrore sociale dei pregiudizi e dell'emarginazione. Perché "diverso" è classificato come "inferiore". La storia della ragazza dominicana ha un lieto fine, perché riesce ad emergere e arricchire l'identità italiana con la propria determinazione. La storia di Dominique, invece, è quella di un ragazzo scappato dal suo paese per poter studiare, ma che non riesce ad accedere ai diritti che gli spettano, quasi rifiutato dalla società (esempio di un'identità più debole ma istruita tanto quanto quella italiana). (vedi la storia completa) (Documento ISTAT - 2011) I cittadini italiani visti dai migranti: https://www.youtube.com/watch?v=b2aCtYmyACI (Video: “Le domande degli immigrati agli italiani”)
Identità e percezioni del migrante (Fabrizio Aramini) https://www.blackpost.it/chi-siamo__trashed/ Il progetto editoriale “Black post- L’informazione nero su bianco” si propone di mettere in primo piano chi troppo spesso viene denigrato, discriminato e non riesce ad esprimere il proprio punto di vista, con una prospettiva diversa. Proprio per questo la redazione è composta esclusivamente da immigrati di prima o seconda generazione, con la collaborazione, di giornalisti, professori e studenti che aiuteranno, chi, per ragioni comprensibili, magari essendo arrivato da poco, avrà difficoltà a scrivere in Italiano. Questa sarà anche un’occasione per creare in primis al nostro interno un esempio di inclusione e collaborazione, nonché formare giornalisti del domani. Lo straniero che, da oggetto dell’informazione, diventa soggetto attivo della comunicazione; l’obiettivo non è quello di “parlare di loro”, ma di fare in modo che siano loro stessi a parlare e descrivere la vita e il mondo che li circonda, nel bene e nel male. Il documento, "La mia pacchia", raccolto da Aramini, tratta la storia di un migrante che racconta la sua esperienza all'arrivo in Italia.
Identità e migrazione (Léa Guernigou) Abdessadek, Mounira. « Identité et migration : le modèle des orientations identitaires », L'Autre, vol. volume 13, no. 3, 2012, pp. 306-317. https://www.cairn.info/revue-l-autre-2012-3-page-306.htm
Progetto migratorio creato a partire da aspettative e desideri (aspettative sviluppate in un periodo pre-migratorio) di fronte alla realtà del vissuto nel paese ospitante può comportare cambiamenti identitari. Orientamenti identitari permettono al soggetto di superare il conflitto e costruire punti di riferimento per proseguire la sua dinamica di personalizzazione e preservare il suo benessere identitario.) Attraverso l’azione congiunta della cultura, del gruppo e della personalità si costruisce l’universo simbolico che permette ad una persona di dare senso alla sua esperienza. Acculturazione = trasformazione dell’identità. Senso attraverso la sfida identitaria della migrazione = obiettivi formalizzati (trovare un lavoro, ecc) e progetto informale non necessariamente cosciente (acquisire una maggiore autostima, ecc). Quando le aspettative e la realtà sono diverse, la giustificazione stessa della migrazione può essere messa in discussione. Due tipi di modellizzazione = due logiche di socializzazione che permettono al migrante di fare la sua parte nel paese ospitante: acculturazione (differenza tra simbolico d’origine e simbolico d’accoglienza) e modello di socializzazione migratoria (valuta e confronta l’anticipazione costruita e il reale interpretato). Diverse strategie riguardanti l’identità e il fenomeno migratorio, poiché un migrante è confrontato a conflitti tra valori già interiorizzati e quelli che veicola la società ospitante. Usare il termine orientamento invece di strategia? orientamenti identitari costituiscono percorsi che determinano le fasi di riequilibrio identitario (azioni realizzate, progetti previsti, discorsi, lettura degli eventi, ecc.), differente a seconda del contesto e delle esigenze del soggetto. Identità e socializzazione consentono all’individuo di iscriversi come soggetto nei suoi diversi gruppi di appartenenza attraverso azioni congiunte di interiorizzazione della cultura e di selezione di elementi privilegiati. Scegliere e interpretare i modelli per realizzare un’iscrizione personale nella società. La socializzazione si svolge in modo continuo e dinamico tra crisi identitarie (persona privata dei suoi punti di riferimento) e fasi di ristrutturazione (senso in ciò che vive e in ciò che è). Crisi necessarie alla costruzione di identità consolidare la propria individualità attraverso il processo di differenziazione. Diverse possibilità di orientamento di fronte allo squilibrio di senso: ritrovare significato interiorizzando nuove configurazioni (installazione), perdere significato e punti di riferimento senza riuscire a costruire schemi operativi (inerzia), garantire il senso su cui si basava già (ritorno), fissare il senso su un ideale assoluto (transito). Diverse domande: nel mio progetto, mi riconosco personalmente come migrante? / nel mio progetto, sono socialmente riconosciuto come un migrante? LIEN importance de la culture concernant l'identité du migrant et sa visibilité : distinguer culture comme possession et culture comme le fait d'être. Culture comme possession : penser au migrant qui avant tout est artiste (cfr. L'Atelier des artistes en exil à Paris, Rifugiarti à Rome). Présenter également le migrant en tant qu'objet d'étude artistique : esthétique dans les tableaux, diffusion de chants particuliers, etc. https://www.cairn.info/revue-hommes-et-migrations-2017-4-page-141.htm?contenu=article Intériorisation voulue visant à devenir membre d'un nouveau groupe, sans délaisser sa société d'origine. Reconnaissance sociale = reconnaissance d'autrui, s'inscrivant physiquement dans la sphère sociale et pouvant agir comme un membre du groupe « société d'accueil ». Inertie = perte de repères culturels, refus de toute référence, marginalisation. Représentations et références culturelles importantes dans la constitution/conservation/transformation d'une certaine identité. Etude de cas : Bachir
Pregiudizi (Lea Guernigou) Le politiche europee di immigrazione stanno evolvendo verso una crescente uniformazione secondo una logica di sicurezza, che comprende il dispositivo di controllo delle frontiere, l’inasprimento delle condizioni di ingresso, l’indebolimento dello status dei richiedenti asilo, etc. Questo processo di sicurezza dell’immigrazione si basa su delle argomentazioni retoriche politiche che si articolano su 4 assi: - socio-economia (immigrazione legata alla disoccupazione e alla crisi dello Stato sociale) - sicurezza (temi della sovranità, della sicurezza interna e della sanità pubblica) - identità (timori di alienazione demografica e di perdita di identità nazionale) - politica (giochi elettorali sempre più determinati dai discorsi di razzismo e di xenofobia) Nonostante le numerose smentite scientifiche, l’immigrazione viene facilmente denunciata come la fonte o un fattore che aggrava i principali problemi sociali contemporanei. E’ quindi importante rifiutare questi pregiudizi. Per questo, abbiamo scelto di analizzare alcuni temi che costruiscono una parte dell’identità di ogni individuo. (vedi il documento completo)
v Altri riferimenti: Identités et cultures – Politiques des cultural studies – Stuart Hall – Editions Amsterdam – mai 2017 Fuocoammare, par-delà Lampedusa – Gianfranco Rosi – 2016 Refugiarti Atelier des artistes en exil
Bambini e adolescenti (Alessia Carrella) Lampedusa: terra di arrivi e di storie Nel suo articolo “ Identità in viaggio: i bambini e gli adolescenti migranti tra a appartenenza e diversità”, la psicologa e mediatrice familiare Francesca Rifiuti parla del suo arrivo a Lampedusa e del progetto di Ibby Italia per la costruzione di una biblioteca per ragazzi in mezzo al Mediterraneo. Rifiuti analizza la percezione identitaria dei migranti prendendo in esame diversi concetti chiave che si possono considerare come i pilastri stessi della suddetta percezione. In primo luogo, la cultura ha un ruolo fondamentale. Infatti, ogni società elabora un sistema culturale che si tramanda da una generazione all’altra tramite due tipologie di trasmissione: una verticale, che si basa sull’apprendimento da una generazione all’altra, e una orizzontale che coinvolge le interazioni con i pari. Un altro concetto rilevante è quello di identità etnica. Alcuni studiosi legano tale identità all’attribuzione di valore dai connotati emotivi verso la propria appartenenza a un gruppo specifico. In particolare, Phinney (1996) sottolinea come l’identità etnica racchiuda processi psicologici e comportamentali che interessano vari ambiti: 1) l’ambito della consapevolezza etnica → la discriminazione tra ciò che fa parte del proprio gruppo e ciò che è esterno; 2) quello dell’autoidentificazione etnica → riguardante il modo in cui ogni individuo si definisce in funzione del proprio gruppo; 3) quello dell’atteggiamento etnico → riguarda i connotati affettivi circa l’appartenenza al proprio gruppo; 4) quello dei comportamenti etnici → legato ai pattern comportamentali che sono derivati dall’identificazione con un gruppo etnico. (vedi documento completo)
Economia e accoglienza (Anna Finot) « La crisi dei rifugiati rilancia le preoccupazioni dell’opinione pubblica sui potenziali vantaggi della migrazione » ha sottolineato l’OCSE nel suo ultimo rapporto. Infatti, l’immigrazione è un soggetto ricorrente nei paesi accoglienti che divide gli intellettuali e i responsabili politici sul suo impatto economico e sociale: l’immigrazione è più un costo o un beneficio ? La valutazione è certamente complicata perché le situazioni variano secondo i territori d’accoglienza, l’epoca o il tipo di migrante (familiari, economici o rifugiati). Pero’ gli economisti concordano sul investimento economico che può essere fatto accogliendo i rifugiati. Lo conferma anche il rapporto 2017 dell’italiano Andrea Rigioni con il titolo « Migrazione, un opportunità di sviluppo europeo » (..........) Le idee secondo cui i migranti minacciano l'occupazione e i sistemi di sicurezza sociale nei paesi in cui si stabiliscono sono solo idee preconcette, come dimostrano le cifre e gli esempi a sostegno. Al contrario, i migranti contribuiscono in modo decisivo alla ricchezza economica e culturale dei paesi ospitanti. (vedi documento completo)
Les médias (Talia Hausman)
En 2015, Frontex publie sur Twitter un post indiquant que 710.000 migrants étaient entrés en Europe entre Janvier et septembre 2015. Or, grand nombre de ces migrants entrent une première fois en Grèce puis quittent le territoire de l’UE pour traverser des pays comme l’Albanie, la Macédoine ou la Serbie avant de “ré-entrer” en Hongrie ou en Croatie, et de rejoindre leur destination finale. Les chiffres publiés par l’agence n’était donc pas corrects puisqu’ils prenaient en compte ces “doubles entrées”. Ces données publiées de façon aussi légères par l’agence représentent un gros risqué pour l’opinion publique et pour les medias. En effet, nombre de medias ont du reprendre ce chiffre sans même le verifier. (vedi il documento completo) https://www.reiso.org/articles/themes/migrations/217-les-frontieres-de-l-identite https://www.erudit.org/fr/revues/rf/2002-v15-n2-rf519/006512ar/ https://www.cairn.info/revue-migrations-societe-2012-1-page-101.htm http://www.massimoghirelli.net/politica.migrazioni.parete.htm https://www.persee.fr/doc/remi_0765-0752_1998_num_14_1_1606
L’Autre (Talia Hausman)
Division géospatiale, reflet d’une identité dédaignée Dans Les Bacchantes, Euripide évoquait le drame que constitue le rejet de l’Autre. Cette tragédie grecque raconte comment Dionysos est mis en prison par son cousin, le roi Pentée car il est considéré comme un étranger pour la citée. La vengeance de Dionysos ainsi que des Bacchantes sera fatale à Pentée. En ayant refusé de reconnaître le culte de Dionysos car différent du sien, Penté sera donc humilié avant que sa tête ne soit tranchée. Avec l’arrivée massives d’étrangers, l’Europe se retrouve comme la citée de Thèbes, dans une situation complexe, face à une acceptation compliquée de l’étranger. Alors même que l’Europe se dit ouverte à la liberté de circulation, d’installation et de travail, la crise économique de 2009 semble avoir mis en danger ces principes. L’arrivée massive de migrants n’est pas forcément bien perçue par les politiques, les médias et par l’opinion politique elle-même. L’Autre semble représenter un danger, un risque. (vedi il documento completo)
Vedi anche: "La parete, il confine, lo specchio" (cfr. Corso 2015)
Filmografia My Beautiful Laundrette, Stephen Frears, Regno Unito, 1985 Sammy and Rosie Get Laid, Stephen Frears, Regno Unito, 1987 Bibliografia The Black Album, London, Faber and Faber 1995
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